Passaporti, carrozzine e piscine. La realtà di un viaggio in famiglia.

Un viaggio in famiglia è un mondo completamente diverso da un viaggio di lavoro o una fuga d’amore. Facciamo subito un esempio: il classico risveglio romantico dopo un sonno tranquillo e riposante, sorseggiando a letto un caffè e leggendo notizie, viene sostituito da cartoni animati. Già alle 6.00 del mattino. Così che i genitori, con gli occhi annebbiati, scendono barcollanti al buffet per colazione, che spesso consiste in “assumere per via endovenosa” litri di caffè prima di una lunga giornata di attività classificate come Parental Guidance (PG).

Con il progredire della modernizzazione, viaggiare con i bambini non è più solo cercare i migliori parchi giochi. Si tratta di una vera e propria pianificazione. Dai musei con il focus “nap-time”, alla ricerca di nuove attività in cui coinvolgerli e nuove destinazioni da esplorare per rilassarsi. Partendo soprattutto dalla loro sensibilità.

Di solito, se i bambini sono felici, lo sono anche i genitori. Mi ritengo fortunato: i miei figli in vacanza con me si sono sempre divertiti nel corso degli anni. Sia nelle città sia nei posti più naturalistici. Oggi hanno 15 e 18 anni, ed il loro feedback è fondamentale quando organizziamo la prossima vacanza insieme.

L’estate scorsa siamo andati a Maiorca ed il viaggio è stato così organizzato: cinque notti sul lato ovest e cinque notti sul lato est. Il primo hotel in cui siamo stati, si è rivelato perfetto per noi. Il target della struttura era chiaramente rivolto ad adulti con bambini più grandi. Era ben progettato (perfetto anche per i ragazzi, a livello di “Instagrammabilità”) e si adattava bene a tutta la nostra famiglia. In quanto adolescenti, hanno anche apprezzato uno spazio per rilassarsi e ritagliarsi la loro privacy necessaria. L’hotel era esattamente quello che volevamo, quello di cui avevamo bisogno; abbiamo finito per spendere un sacco di tempo e denaro lì.

Il secondo hotel, invece, si è decisamente rivelato la scelta sbagliata per la nostra famiglia. Era rivolto ai bambini più piccoli, aspetto non dichiarato chiaramente dal sito web, e pur avendo molto apprezzato le cure rivolte al mondo dell’infanzia (siamo in quella fase della vita in cui guardiamo avanti verso la prossima generazione), l’hotel non andava assolutamente bene per una realtà famigliare con figli adolescenti. Non abbiamo quindi voluto trascorrere più tempo del necessario in questo hotel e abbiamo deciso di consumare la maggior parte dei nostri pasti fuori. È incredibilmente importante dunque che l’hotel sia molto preciso rispetto al pubblico di destinazione, non solo per gli ospiti, ma anche per aumentare i profitti commercializzando verso la giusta base di clienti.

Ericka, 32 anni, mamma di due bambini di quattro e sei anni dice: “Come madre single con due giovani ragazzi, ricerco la garanzia che il viaggio possa essere un viaggio facile per tutti noi. Like, AS EASY AS POSSIBLE PLEASE! Faccio molto affidamento sulla magia di un iPad durante i voli in aereo e programmo la mia agenda nel tentativo di mantenere la routine dei miei bambini il più normale possibile. Fortunatamente, non abbiamo bisogno di molto spazio in una camera d’albergo, ma è sempre bello se l’hotel dispone di letti comodi e di buone opzioni televisive – perché passeremo molto tempo davanti ai cartoni animati. E, soprattutto, l’hotel deve essere generalmente adatto ai bambini. Essere genitori single può essere dura, specialmente quando si viaggia, quindi sapere che i miei ragazzi non disturbano la colazione di lavoro di nessuno, significa che posso anche godermi il mio tanto necessario caffè mattutino.”

Per un hotel è fondamentale chiarire chi sono realmente i loro ospiti, perché tutti gli ospiti, adulti e bambini, possano davvero godersi il soggiorno. Robert è padre di due ragazzi, di età compresa tra 12 e 15 anni, e, in fatto di scelte alberghiere, si affida soprattutto alle recensioni di Trip Advisor. “Cerco anche hotel con piscina e mi capita a volta di chiedere via email agli hotel se possono fornire il trasporto da e per l’aeroporto, perché è molto più comodo, viaggiando con prole a seguito”.

Anche se è il genitore a prenotare il viaggio, i bambini, indipendentemente dalla loro età, sono spesso al centro della vacanza. Più i miei figli diventano grandi, più mi rendo conto che questo potrebbe essere il nostro ultimo viaggio in famiglia per un po’. Vogliono viaggiare sempre di più con i loro amici, quindi ci tengo moltissimo a creare grandi ricordi per tutti noi. Il prossimo viaggio è ora prenotato. È difficile sapere se sarà “l’ultimo” o no, ma spero che torneremo a casa con un sorriso.

Tre consigli da portare con voi:

  1. Come albergatore, assicurati di essere onesto e trasparente riguardo al tuo target reale, per potenziali nuovi ospiti: ciò contribuirà a garantire sia ritorni finanziari che di ospiti.
  2. Se ti rivolgi alle famiglie con bambini piccoli, cerca di offrire il maggior numero possibile di vantaggi per i genitori, come il servizio in camera o i libri da colorare per i bambini durante i pasti. I genitori felici di solito spendono di più.
  3. I viaggi in famiglia possono essere stressanti a prescindere dall’età dei bambini. Prova a sorprendere i tuoi ospiti, proponendo nuove attività o suggerimenti divertenti, per tutte le età.

Ann-Sophie Modigh

Chief Marketing Officer